La spiaggia come struttura urbana
Introduzione
Il primo elemento del fronte litoraneo dell’Area Urbana di Reggio Calabria da recuperare e valorizzare è la spiaggia. Ci sono diversi modi attraverso i quali si può tentare di mantenere o di riportare la natura dentro la città: creando giardini e parchi, valorizzando corsi d'acqua. Ma certamente uno dei più spettacolari e piacevoli è quello di poter contare su una spiaggia, giusto accanto, o ancor meglio, dentro la città. La spiaggia, quindi, come un'autentica struttura urbana. Le città che possono godere di questa straordinaria risorsa non sono poi così numerose e ciò non fa che rendere ancora più sorprendenti quelle situazioni in cui agli abitanti - così come ai visitatori - è consentito di passare rapidamente dalle strade e dalle piazze della loro città a un ambiente completamente diverso, dominato dalla presenza del mare. Ma cosa rende così affascinante questo binomio? E’ probabilmente il fatto di vedere strettamente connessi due mondi - quello della densità urbana e quello della piatta superficie di sabbia - che appaiono difficilmente conciliabili all'interno di uno stesso contesto fisico, per le loro opposte caratteristiche, morfologiche e di utilizzo. Se la città è sinonimo di aggregazione di molteplici attività, la spiaggia appare il luogo deputato esclusivamente al relax e al tempo libero. Ma è proprio questa vicinanza dei due mondi, così diversi, che crea una irripetibile combinazione di straordinario interesse. La spiaggia urbana diventa quindi una particolare categoria dello spazio pubblico della città, una sorta di grande ‘piazza’, che prolunga, fino al mare, quella possibilità di incontro e di socializzazione che è tipica dei luoghi collettivi. Molti sono gli esempi (Capocabana, Barcellona,Montevideo e Venezia) che testimoniano, con modalità e caratteri diversi, la preziosità e l'unicità di questa risorsa, che deve però - come tutte le risorse naturali - essere curata e difesa, sia per evitarne, attraverso un uso sconsiderato, il degrado, sia per impedirne la sparizione definitiva sotto l'aggressione del movimento marino e per l'innalzamento del livello del mare. Un'ultima considerazione può essere riservata al ‘risveglio’ di interesse da parte delle amministrazioni locali per le proprie spiagge, dentro la città o prossime a essa: il fenomeno ‘mondiale’ del riutilizzo dei waterfront prima e ora la rivalutazione delle spiagge consentono di essere timidamente ottimisti sul futuro di questi patrimoni, dimenticati o male utilizzati per decenni e che stanno invece dimostrando che, se intelligentemente ‘giocati’, hanno la forza di riequilibrare l'assetto delle città d'acqua e di migliorarne decisamente la vivibilità e la qualità ambientale.
Linee operative Per far sì che la città recuperi il suo secolare rapporto con il mare si opererà secondo le seguenti linee di intervento: - dare continuità e omogeneità urbanistica al fronte mare della Città; - realizzare elementi di arredo del fronte a mare compatibili con l’ambiente e coerenti con il paesaggio dello Stretto di Messina; - favorire la fruizione delle spiagge e l’accesso al mare; recuperare, bonificare e valorizzare le aree del fronte a mare che versano in stato di abbandono; - bonificare e qualificare con tecniche di ingegneria naturalistica le foci delle fiumare; recuperare ed ampliare gli spazi verdi e la vegetazione rivierasca caratteristica (agrumeti, fichi d’india,palme, piante tipiche) del fronte a mare; - qualificare e curare le spiagge del fronte a mare eliminando ogni forma di deposito di materiali o peggio di scarichi fognari; - integrare e qualificare la viabilità litoranea che allo stato si presenta ancora discontinua e disomogenea (tratti di lungomare episodici, spesso modesti nelle dimensioni, nell’arredo, nelle funzioni); - potenziare e qualificare le strutture ricettive turistiche e ricreative (lidi, strutture alberghiere, camping, aree attrezzate, ecc.) localizzate sulla spiaggia; - realizzare spazi portuali attrezzati per attività da diporto. Qualificando il fronte a mare dell’Area Urbana si dà un contributo concreto al recupero di identità di interi quartieri che vivevano storicamente un rapporto equilibrato con il mare: Bocale, Pellaro, San Gregorio, Torre Lupo, Punta Calamizzi, Pentimele, Archi, Gallico, Catona. Interpretare in maniera restrittiva i contenuti di questa delega potrebbe significare far correre alla città un rischio di lasciarsi sfuggire delle opportunità rilevanti. Per
le competenze oggettive, il litorale può svolgere una funzione
propulsiva se gli altri enti preposti (Capitaneria di Porto, Demanio,
Ambiente, ecc.) saranno adeguatamente sollecitati a contribuire ad uno
sviluppo compatibile. Lo
sviluppo di quanto riportato, ovviamente, terrà conto delle varie
competenze ed esperienze in materia e sarà proposto con modalità
congruenti ai diversi livelli di responsabilità.
Dott.
Giuseppe Raffa |