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Influenza Aviaria - Attività di prevenzione
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“INFLUENZA
AVIARIA” Attività
di prevenzione e modalità di comportamento Il
nostro territorio sino a questo momento non è stato interessato da alcun caso
di positività riguardante l’influenza aviaria. Importante,
però, come evidenziato dall’Area di Sanità Pubblica
Veterinaria dell’A.s.l. 11 di Reggio Calabria,
tramite il settore comunale delle Politiche Sociali, continuare a mantenere
quei comportamenti idonei a prevenire ogni possibilità di rischio. Ricordando
che le specie interessate sono solo oche, anatre, pavoncelle, gabbiani e cigni
(e che il problema non riguarda i piccioni, i passeri e gli storni), l’A.s.l. intende ribadire quali
modalità seguire in caso si supponessero casi di influenza aviaria. Innanzitutto non avvicinarsi e non
toccare gli animali per i quali si sospettasse un contagio, ma informare 1) Il Servizio Veterinario
dell’A.S.L. 11:
Dal lunedì al venerdì dalle 7:30
alle 13:30 Il martedì e giovedì dalle 15:30 alle 18:30 In casi di necessità e a
qualunque orario: Numero telefonico 338/8344576 e 330/799341. 2) I Vigili del Fuoco 3) Guardie Forestali 4) Vigili Urbani 5) Forze dell’Ordine in generale. Riguardo le specie di volatili non
sensibili all’influenza aviaria, qualora se ne dovesse trovare qualche
esemplare morto, va informata, invece, l’Autorità Comunale che provvederà sia
al recupero che allo smaltimento. Particolari avvertimenti, poi, per gli allevatori di galline e
polli al chiuso: evitare di raccogliere alimenti al di fuori dei capannoni in
modo da non attirare la presenza di uccelli selvatici;
non consentire l’ingresso in allevamento ai non addetti ai lavori, ai cani e ai
gatti; avvertire le autorità nell’eventualità di malessere, o mortalità, riscontrato
nei volatili; rispettare severamente il regime del chiuso. Vademecum anche per gli allevatori di pollame
da cortile: tra i passaggi più importanti, impedire che il pollame spazi in
totale libertà; restringere i ricoveri proteggendoli con reti antipassero;
utilizzare per l’abbeveraggio acqua non esposta all’esterno. Nel contempo l’ A.s.l. ricorda, inoltre, come attualmente la malattia,
riscontrata fuori dal territorio di competenza dell’Azienda, riguarda solo
uccelli selvatici e che, nei paesi in cui si sono verificati casi umani, il
contagio è avvenuto per stretto contatto tra l’uomo ed i volatici domestici
contaminati, attraverso le feci e le secrezioni. La carne di pollame, ribadisce ancora l’A.s.l., venduta
nei pubblici esercizi è controllata, etichettata e, quindi, sicura. Link utili: ·
Ordinanza ministeriale 11 febbraio 2006 ·
Modifica allegato 1 ordinanza ministeriale 20 febbraio 2006 ·
Integrazione ordinanza ministeriale 14 febbraio 2006 |
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